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Amica esegesi (1527) di Zwingli

Il libro in pillole

  • Zwingli e Lutero: l’inconciliabilità delle dottrine sulla santa Cena
  • L’interpretazione paolina nella Lettera ai Corinzi
  • Zwingli: l’eucarestia come simbolo della cena, non «presenza reale» del corpo di Cristo

Con Amica esegesi Huldrych Zwingli si rivolge per la prima volta a Lutero per confutarne gli insulti e le accuse di eresia contro i riformatori svizzeri per la loro concezione dell’eucaristia.

Il teologo tedesco, che in un primo tempo si era espresso a favore di un’interpretazione spirituale della Santa Cena, era poi passato a un’interpretazione letterale delle parole di Gesù «Questo è il mio corpo», bastione indistruttibile che nessuna esegesi avrebbe potuto scalfire.

Attraverso un’esegesi dettagliata del Nuovo Testamento, in particolare del Vangelo secondo Giovanni, che recita «È lo Spirito che dà la vita, la carne non serve a nulla», Zwingli si propone quindi di dimostrare la fragilità della tesi luterana, opponendogli che Cristo è, sì, realmente presente nella celebrazione eucaristica, non però nel pane e nel vino, bensì nell’assemblea dei credenti, vero «corpo di Cristo».